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“Dimenticata a chi..?

La Falesia Dimenticata: il completamento di un progetto modello per la Riserva di Biosfera

( Tione di Trento, 09 Ottobre 20 )

Martedì 6 ottobre presso gli uffici del Consorzio dei Comuni BIM Sarca Mincio Garda si respirava un'aria di grande entusiasmo e gioia: i volontari della Dolomiti Open ASD, titolare del progetto "La Falesia Dimenticata", hanno presentato allo staff di gestione della Riserva di Biosfera, partner di progetto e finanziatore dello stesso, i risultati di una delle progettualità più interessanti e originali viste in questi anni sul nostro territorio.

Avete già sentito parlare del progetto "La Falesia Dimenticata"?

Per fare un breve riassunto, negli anni '80 la nascente comunità dei climbers scopre sotto il paese di San Lorenzo-Dorsino una falesia con caratteristiche estetiche e di scalabilità che la rendono unica nel suo genere: itinerari tecnici di grande eleganza, difficoltà variabili, sorgente di acqua fresca e fruibilità garantita anche in inverno. In pochissimo tempo la falesia viene frequentata da forti arrampicatori provenienti da tutta Italia. Nei primi anni '90 il proprietario dell'appezzamento di terreno, stufo del via vai nei pressi della falesia, decide di chiudere il sito e fa schiodare tutta la falesia. Negli anni a seguire le "vecchie generazioni" dei climbers ricordano con nostalgia quel posto magico ed estetico, affacciato sulle gole del fiume Sarca, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, baciato dal sole per tutto il giorno.

E' proprio il ricordo di questa splendida che fa scattare negli arrampicatori locali e in particolare in Simone Elmi, guida alpina, la voglia di provare a farla rivivere.Nel 2017 decide, insieme ai soci della Brenta Open ASD, di ristrutturare la falesia in chiave moderna, cercando di non ripetere più gli errori visti nel passato. In due anni circa il loro progetto è un'onda positiva che velocemente travolge e coinvolge dapprima la comunità locale e poi climber, alpinisti e appassionati da tutto il Trentino e da tutta Italia; per dare alcune cifre il progetto raccoglie con un crowdfunding su internet circa 20.000 € di donazioni, che vengono poi spesi per far rivivere la falesia.Con queste risorse infatti l'associazione acquista il terreno ai piedi della falesia, la ripulisce dalle piante infestanti, controlla e mette in sicurezza la roccia, rivede in chiave moderna le vie di arrampicata degli anni '80 e '90 e crea uno spazio adatto e adeguato all'arrampicata, restituendo nel 2019, lo spazio alla comunità locale e ai climber che qui arrivano da tutta Europa, attratti dal grande polo di arrampicata che è Arco.

Ma questo è solamente l'inizio; l'associazione non si ferma e inizia a pensare e poi realizzare delle innovazioni estremamente interessanti per il mondo del free climbing. Innanzitutto, posa nei pressi della Falesia dei servizi igienici a forma di montagna, totalmente integrati con l'ambiente circostante, autosufficienti dal punto di vista energetico e che limitano fortemente l'impatto della presenza dei climber sul terreno.

I volontari dell'associazioni poi puntano sull'accessibilità della falesia anche per le persone con disabilità motoria o psichica: migliorano fisicamente i sentieri, ma soprattutto organizzano corsi di arrampicata per persone disabili dimostrando che l'arrampicata è davvero uno sport per tutti.

L'attenzione dell'associazione si sposta poi su due temi importantissimi per la Riserva di Biosfera, ossia la limitazione dell'impatto dell'uomo sulla natura e il mantenimento della vivibilità nel territorio della Riserva, sia per i locali che per i turisti.

Per prima cosa si è proceduto a creare un "Diario digitale della Falesia": alla base di ogni tiro di arrampicata è posto un QR-code che, una volta inquadrato dal climber, spiega le caratteristiche e la storia di questo, eventuali difficoltà e consente inoltre ai fruitori di commentare il tiro o di segnalare eventuali problemi.

L'attenzione si è poi spostata su un'iniziativa più ambiziosa legata al "Monitoraggio dei Flussi" alla Falesia, in ottica di limitazione dell'impatto dei climber e di migliore vivibilità della falesia da parte di tutti. Si è installato un contapassi fisico che riesce a rilevare le presenze alla falesia e a tenere nota degli ingressi totali in un periodo determinato; il tutto era finalizzato a far sapere in tempo reale ai climber le persone presenti per evitare grossi assembramenti di persone.

L'idea iniziale però si è modificata per andare incontro maggiormente alle necessità dei fruitori ed è perciò stato implementato un vero e proprio sistema di prenotazione che i climber possono utilizzare per "bloccare" virtualmente il proprio posto alla Falesia. L'ingresso per gli utenti è gratuito e il biglietto non è vincolante, ma il numero di posti prenotabili è limitato; ciò consente a chi frequenta la falesia di poterla vivere in equilibrio con l'ambiente e la natura circostante.

Chiediamo poi a Filippo Frizzera, membro dell'associazione di raccontarci quali sono state le principali soddisfazioni avute dal progetto e lui parte davvero in un fiume di racconti: "Oltre a dirvi la gioia di vedere in qualche mese un posto completamente abbandonato, trasformato in un luogo bello e utilizzabile mi vengono in mente una serie di episodi che ci hanno davvero riempito il cuore: in primis il sostegno durante la campagna di crowdfunding e la visita poi, alla falesia di Adam Ondra, uno dei climber più forti del mondo che ha elogiato il nostro lavoro invitando i climber da tutto il mondo a venire a provarla".

Filippo, ci racconta poi di altre due grandissime soddisfazioni: "la prima è una mail arrivata a metà settembre, in cui la "Climbing Advocacy Conference" un'organizzazione americana che si batte per la libertà di accesso ai siti di arrampicata ci invita a partecipare come caso studio ad una conferenza internazionale di metà novembre, dove potremo raccontare il nostro progetto.

La seconda grande soddisfazione è vedere in quest'ultimo anno la nascita di un B&B proprio sulla strada che porta alla falesia: parlando con i gestori ci siamo accorti che uno dei motivi per cui è nata questa struttura è anche la presenza della nostra iniziativa che inizia ad attirare sempre più persone". Proprio grazie al sistema di contapassi si è riusciti a quantificare il numero totale di accessi in un anno a che si attesta in circa 5.000 persone, distribuite anche in inverno, testimonianza della possibilità di destagionalizzazione dei flussi turistici che iniziative come queste offrono.

L'incontro di presentazione del progetto finisce e a tutto lo staff di gestione della Riserva di Biosfera rimane una grande ammirazione e soddisfazione per questo progetto che è davvero un modello per tutto il nostro territorio.

Coinvolgimento della comunità locali e di persone con disabilità, valorizzazione economica e ambientale di luoghi abbandonati, gestione e limitazione dell'impatto ambientale, attenzione al benessere e vivibilità per le persone, capacità di far nascere impresa sul territorio, diffusione di buone pratiche a livello mondiale: un progetto che senza dubbi ha raggiunto concretamente la maggior parte degli obbietti della Riserva di Biosfera UNESCO.

Un'ultima battuta: il progetto si chiama "La Falesia Dimenticata".

Ma ragionandoci un attimo ci viene da dire, con molto orgoglio, una cosa:

"Dimenticata a chi..?"

1_arrampicata per tutti (ph. Dolomiti Open)
1_arrampicata per tutti (ph. Dolomiti Open)
 
2_apertura Falesia Dimenticata (ph. Dolomiti Open)
2_apertura Falesia Dimenticata (ph. Dolomiti Open)
 
3_servizi igienici integrati alla falesia (ph. Dolomiti Open)
3_servizi igienici integrati alla falesia (ph. Dolomiti Open)
 
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