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Dolomiti PlaceToBe

Educare con le montagne: anno di sfide e successi per l’associazione Dolomiti Open

( Tione di Trento, 18 Novembre 2021 )

“Imparare insieme per crescere insieme” questo può essere il motto dei progetti condivisi della Riserva di Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria.

 “La Falesia Dimenticata” portato avanti dall’associazione Dolomiti Open ASD è sicuramente una delle esperienze più di successo fra i progetti che sono stati portati avanti dal territorio con il supporto della nostra realtà.

Ne parliamo oggi con Simone Elmi, guida alpina e vulcanico presidente dell’associazione, cercando di tracciare il lavoro svolto fino ad ora con questo progetto, le novità di questi giorni e le sfide future dell’associazione e del progetto

 Simone, partiamo dalla notizia “bomba” di questi giorni: siete finiti niente di meno che sull’Internazionale con i vostri podcast dal titolo “Dolomiti Place ToBe”.Come arriva una piccola associazione di una sperduta valle del Trentino sulle pagine di un giornale di caratura nazionale e europea?

 Non ci si arriva sicuramente da soli, ma grazie alla condivisione di idee e di azioni, nostro leitmotiv fin dagli albori dell’associazione. Su “Internazionale”, grazie al supporto di Montura, azienda sin da subito partner del nostro progetto, siamo finiti per il ciclo di podcast dal titolo “Dolomiti Place ToBe” (ascolta qui), che abbiamo creato mettendo insieme la storia delle mitiche prime ascensioni alle Dolomiti di Brenta con le esperienze fatte dalle nostre ragazze e ragazzi all’interno di Brenta Open, il nostro evento che vuole rendere le Dolomiti Patrimonio UNESCO, un vero e proprio bene fruibile da tutti e quindi anche da persone con disabilità. L’ambiente naturale è infatti quello dove, più che le barriere architettoniche, entrano in gioco quelle legate alla forza morale, al carattere e alle qualità umane che spesso sono direttamente legate alle difficoltà affrontate nella vita. Spesso in queste situazioni le persone con disabilità riescono a trovare strade e soluzioni tecniche non convenzionali.

 Cosa ci dite invece della Falesia Dimenticata? Dal movimento di climber e appassionati che vediamo arrivare nella zona, ci sembra che il progetto stia riscuotendo un grande successo.

 Assolutamente sì, in termini quantitativi il progetto sta avendo un ottimo riscontro all’interno della comunità degli arrampicatori, con i quattro mesi estivi che hanno visto circa 3500/4000 ingressi: a breve ci sarà anche l’inserimento all’interno delle principali guide di arrampicata distribuite nella zona di Arco e ci immaginiamo che questo flusso aumenterà ulteriormente.Se dal punto di vista del successo di numeri siamo estremamente gratificati siamo perfettamente consapevoli che un aumento dei fruitori porta e porterà ad un maggior impatto ambientale e sociale soprattutto nella zona limitrofa alla palestra. A questa problematica stiamo già pensando da tempo, lavorando insieme al Comune di San Lorenzo Dorsino per sistemare gli attuali parcheggi ed eventualmente realizzarne di ulteriori a servizio della Falesia. Il nostro lavoro di limitazione dell’impatto ambientale e di ricerca di equilibrio fra fruizione e ambiente però non vuole fermarsi qui; già da più di un anno abbiamo implementato un sistema di prenotazione e di conteggio per regolare gli ingressi alla falesia ed evitare momenti di sovraffollamento: prenotarsi per entrare in una palestra di arrampicata all’aria aperta è qualcosa di nuovo anche per i climber che però pian piano si stanno abituando a questa modalità. Siamo fiduciosi che nel tempo tutti comprenderanno le opportunità di vedere la palestra come un vero e proprio bene collettivo dove la fruizione e la voglia di divertirsi deve essere messa in relazione con l’ambiente che circonda il luogo e la sua tenuta nel tempo.

 Dinamismo e voglia di innovazione contraddistinguono la vostra realtà: quali sfide vi si prospettano davanti ad ora? Quali progetti vorreste realizzare?

 Fermi noi non ci sappiamo proprio stare, però ci siamo anche resi conto che, dopo questa lunga fase creativa e generativa, ora abbiamo bisogno di consolidare i risultati raggiunti. La gestione della Falesia Dimenticata diventa sempre più impegnativa e quindi stiamo ragionando su quale struttura organizzativa darci, magari evolvendo anche in forme diverse da quelle dell’associazionismo stretto. Inoltre stiamo cercando un luogo stabile per la nostra mostra fotografica sul progetto “Dolomiti Open”, vogliamo che la nostra filosofia di educare nelle e con le montagne, trovi un luogo stabile e visibile da parte della comunità locale e degli ospiti.

 Lasciamo Simone Elmi e la sua associazione con un grande grazie per il lavoro che stanno svolgendo e con molto orgoglio anche per la vittoria, grazie al progetto della Falesia Dimenticata, del Premio Marcello Meroni, dedicato guarda caso a chi, in ambito montano, riesce a essere un esempio positivo.

Dolomiti PlaceToBe  (ph. Dolomiti Open A.S.D.)
Dolomiti PlaceToBe (ph. Dolomiti Open A.S.D.)
 
Campi e pascoli nei pressi della Falesia Dimenticata (ph. Tommaso Beltrami)
Campi e pascoli nei pressi della Falesia Dimenticata (ph. Tommaso Beltrami)
 
La Falesia Dimenticata (ph. Tommaso Beltrami)
La Falesia Dimenticata (ph. Tommaso Beltrami)
 
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